Gli anni ´90

Negli anni ’90 gli investimenti in comunicazione figurano tra i primi nelle aziende e la comunicazione viene considerata un driver importante per lo sviluppo economico. “Il Direttore Commerciale” cambia il suo nome in Advertiser (l’“Utente di pubblicità”). Diceva Paolo Bellavista: “lo sviluppo dell’advertising e dell’area allargata della comunicazione ha fatto sì che nelle medesime strutture aziendali si siano formate nuove direzioni e/o nuovi servizi di competenza specifica. La responsabilità della comunicazione nel suo complesso non appartiene più come in passato soltanto alla direzione Commerciale, ma si ripartisce anche su altri comparti aziendali e su di un numero maggiore di managers. La comunicazione avrà uno spazio preponderante, ci rivolgiamo al lettore nel momento in cui è utente di pubblicità”. La rivista cambia nuovamente e si arricchisce di contenuti, adottando un linguaggio globale e emozionale che si avvicina a quello dei media il cui utilizzo è ormai di massa. I titoli delle nuove rubriche evidenziano questo passaggio: “Budget”, “Global advertising”, “Incentive travel”, “Naming”, “Istituti di ricerca” e “Centri media” con due inserti fissi, “Marketing Management”, che presenta case histories e riporta statistiche di marketing e “Art” (dal 1997), sulla creatività e la produzione cine-televisiva. L’era tecnologica, di Internet e dei new media è agli esordi e la testata abbraccia questo cammino iniziale del web istituendo il “Premio cultura di rete”, il sito advertiser.it e legandosi alla fiera Internet Expo, oltre a sponsorizzare incontri e convegni.